Balankanche, Sito archeologico rupestre a Tinum, Yucatán, Messico
Balankanche è un sistema di grotte calcaree vicino a Chichén Itzá che si estende attraverso multiple camere piene di formazioni rocciose naturali e oggetti rituali antichi. La rete collega diverse stanze con colonne di pietra, piscine sotterranee e artefatti maya posizionati con cura.
La grotta fu documentata per la prima volta nel 1905, ma l'intera rete rimase nascosta fino al 1959 quando una guida scoprì passaggi aggiuntivi contenenti artefatti maya. Questa riscoperta ha permesso ai ricercatori di comprendere l'ampiezza dell'uso cerimoniale da parte della popolazione antica.
Il nome Balankanche significa «sede del balam» in maya, essendo il balam una carica sacerdotale, con riferimento alle cerimonie per il dio della pioggia celebrate qui. La grotta fu usata ritualmente da circa il 300 a.C. al 1200 d.C., con maggiore attività nel Tardo Classico e nel Postclassico, quando la vicina Chichén Itzá era al suo apogeo. Alla base della colonna centrale furono trovati bruciaprofumi, vasi e metate.
La grotta si trova 3 km a nord-est del sito archeologico di Chichén Itzá, nel comune di Tinum, nello Yucatán. Il percorso segue un passaggio a forma di T il cui asse maggiore va da nord a sud e scende fino a una galleria posta 28 m sotto la superficie, al livello della falda. Il suolo è umido e la luce scarsa: indossate scarpe con buon grip e fate attenzione ai gradini e alle passerelle.
Nel gruppo 1, all'incrocio di una grotta a forma di T a 28 m sotto la superficie, già al livello della falda freatica, una stalattite e una stalagmite si sono fuse in una colonna che ricorda il tronco e i rami di una ceiba, l'albero sacro maya. Le offerte rinvenute alla sua base, tra cui incensieri, vasi e metate, risalgono a un periodo compreso tra il 200-300 d.C. e il periodo postclassico.
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