Casa dei Grifi, Sito archeologico sul Palatino, Roma, Italia
La Casa dei Grifi è un'abitazione romana repubblicana sul Palatino, tagliata dalle fondazioni del palazzo di Domiziano e visibile solo in parte. Le sue pareti in opera incerta, con rifacimenti in opera quasi reticolata, conservano le più antiche pitture conosciute del secondo stile a Roma e un pavimento in opus scutulatum. Le decorazioni migliori furono staccate e sono conservate nell'Antiquarium del Palatino.
La casa fu liberata una prima volta nel 1722 dal duca di Parma e scavata tra il 1910 e il 1913 da Giacomo Boni. Il nome antico è ignoto; quello attuale deriva dai grifoni in stucco. La pianta e la decorazione indicano la dimora di un nobile romano, contemporaneo di Cicerone o di Crasso.
Il nome deriva da una lunetta in stucco con due grifi che affiancano una vite che esce da un ciuffo d'acanto, in una stanza le cui volte e lunette conservano gli unici rilievi in stucco. Le pitture stanno tra il primo e il secondo stile pompeiano, e quelle di secondo stile sono le più antiche conosciute di questo tipo.
La casa si trova sotto l'ala settentrionale del palazzo di Domiziano, tagliata dalle fondazioni dei palazzi di Nerone e di Domiziano: se ne vede solo una parte e non è possibile ricostruirne la pianta complessiva. Il pianterreno, in gran parte sotterraneo, fu abbandonato e interrato mentre il piano superiore era ancora in uso. Le pitture staccate migliori sono oggi nell'Antiquarium del Palatino.
Il nome non deriva da un affresco ma da una lunetta in stucco con due grifoni che fiancheggiano una vite che cresce da un ciuffo d'acanto. Il rilievo resta su una volta o una lunetta, mentre le pitture parietali sono state staccate e portate nell'Antiquarium del Palatino.
La comunità dei viaggiatori curiosi
AroundUs riunisce migliaia di luoghi selezionati, consigli locali e gemme nascoste, arricchiti ogni giorno da oltre 93.365 contributori in tutto il mondo.